giovedì 12 gennaio 2012

L'AUTOSTRADA VALSUGANA ALLA PIZZAROTTI DI PARMA


Passaggio a Nord-Est» per la Pizzarotti, che sta definendo in Veneto un importante lavoro in project financing che prevede un investimento di quasi 800 milioni di euro: è stata infatti definita di pubblico interesse da parte della Regione Veneto la proposta per la progettazione, costruzione e gestione della nuova Valsugana, per la precisione l'«itinerario della Valsugana Valbrenta - Bassano Ovest - superstrada a pedaggio», .
L'impresa di Parma - che di recente si è aggiudicata due grossi appalti europei, uno a Nizza per un parcheggio e appena un mese fa in Romania per 30 km di linea ferrovia - in questo caso fa parte in qualità di mandataria di un costituendo consorzio di imprese insieme alla Ing. E. Mantovani, CIS e Cordioli & C (mandanti) al quale la giunta presieduta dall'ex ministro Luca Zaia ha assegnato il ruolo di «soggetto promotore».
Il progetto
La regione Veneto è l'ente concedente e la Giunta regionale ha deliberato il 13 dicembre la nomina a promotore del Costituendo Consorzio al quale è riconosciuto il diritto di prelazione nella gara di concessione che verrà indetta successivamente. L'importo dell'investimento per la superstrada della Valsugana - attesa da molti anni in Veneto - è di 787,1 milioni di euro interamente finanziato con risorse private senza alcun contributo pubblico.
La durata prevista per i lavori è di 6 anni e 4 mesi con apertura anticipata di una prima tratta funzionale dopo 3 anni e 4 mesi. La durata della concessione, grazie alla quale il consorzio rientrerà dell'investimento, è invece di 43 anni e 4 mesi.
L'infrastruttura
L’infrastruttura viaria in progetto inizia in provincia di Vicenza nel comune di Cassola, svincolo di Cave, e si sviluppa lungo la direttrice Nord Nord-Ovest sovrapponendosi alla sede esistente della SS47 fino allo svincolo di Romano d’Ezzelino. Proseguendo verso Nord, la superstrada abbandona la SS47 esistente, che curva verso Ovest, e prosegue in nuova sede fino a Rivalta attraversando il massiccio del Grappa con una serie di gallerie.
Il tratto si collega a Sud con la Superstrada Pedemontana Veneta (SPV) e va a creare una rapida via di transito per la zona Nordest della Pianura Padana verso Trento. L'obiettivo è quello di attrarre il traffico di lunga percorrenza diretto verso Nord allontanandolo in parte dai centri dei paesi della Valbrenta (Pove, Solagna, San Nazario, Valstagna).
La piattaforma stradale è costituita da due carreggiate separate da uno spartitraffico centrale con due corsie per senso di marcia. Nel tratto compreso tra lo svincolo di Bassano centro e l’innesto con la futura SPV l’asse verrà potenziato a tre corsie per senso di marcia.
Procedendo verso sud, in prossimità dello svincolo tra la tangenziale di Bassano e la futura Superstrada Pedemontana Veneta, il progetto prevede di realizzare una viabilità denominata “ancillare” che si sviluppa da nord a sud dal suddetto svincolo fino a Castelfranco Veneto innestandosi sulla SR 53, attraversando i comuni di Cassola e Castello di Godego, con un’asse stradale di categoria C1 (a due corsie da 3,75 più banchina).
Gallerie Il progetto prevede otto gallerie a doppia canna per uno sviluppo complessivo di circa 11 km e otto ponti per uno sviluppo complessivo di circa 600 metri.

Gazzetta di Parma del 29 dicembre 2011

mercoledì 11 gennaio 2012

QUEI CAMION SOSPETTI DA CROTONE ALLA VALDASTICO SUD


Ora spunta un convoglio di 80 camion sospetti che, nel 2009, si dirigevano da Arzignano ai cantieri dell’autostrada Valdastico Sud. Un nuovo tassello che si aggiunge alla vicenda degli scarti di fonderia che sarebbero stati sparsi nel sottofondo stradale della A31, denunciata dall’archeologo dilettante Marco Nosarini e da Medicina Democratica, e sulla quale sta indagando il pm Rita Ugolini della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Venezia. Le ricerche di Nosarini si riferiscono al periodo fra il 2009 e il 2010 e al lotto di Albettone. Ma il traffico di camion era partito da tempo, anche sul primo lotto. Fra agosto e settembre del 2009 è stato infatti intercettato dai vigili urbani un convoglio di circa 80 camion: passavano di sera, sulla strada che da Montebello porta ad Arzignano.
Qualcuno era stato multato per sovraccarico, poi erano ripartiti: non è infatti nelle competenze della polizia locale controllare il materiale contenuto nei bilici. Ripartivano alla volta dell’autostrada Valdastico Sud, così affermavano gli stessi autisti, e per la precisione del primo lotto, quello di Longare e Torri di Quartesolo. Si tratta del tratto più avanzato della nuova autostrada, che va da Vicenza Est al casello di Longare, e che sarà aperto alla circolazione nel giugno del 2012.
Quei camion provenivano da Crotone portando materiali di sottofondo stradale, come ricostruisce il comitato di tutela del territorio di Orgiano e Asigliano Veneto: «Carichi di materiale trasportati da Società di autotrasporti con camion sovraccarichi di materiali e targati Crotone o addirittura Caserta e Napoli che transitavano tranquilli, se non forse per qualche multa beccata per sovraccarico, mentre l’attualità parlava di ritrovamenti di nave piene di rifiuti speciali affondate al largo della Calabria». Di qui ad affermare l’irregolarità del contenuto, ovviamente, ce ne passa. Ma, dato il contesto, è lecito farsi qualche domanda.
Le rotte di altri camion sono tracciate nell’esposto presentato da Noserini e Medicina Democratica, assistiti dall’avvocato Edoardo Bortolotto: «Lo stesso signor Marco Noserini si informava sulla provenienza di tale materiale di scarto – si legge nell’esposto – e seguendo il percorso dei camion, scopriva che la maggior parte proveniva da una grossa acciaieria alle porte della città di Vicenza, l’Acciaieria Beltrame spa» (che sul Corriere del Veneto di oggi si è difesa sostenendo che i materiali che vi escono sono inerti e non tossici e i camion utilizzati non sono suoi). E ancora: «Lo stesso Noserini provvedeva a denunciare i fatti sopra esposti al Sindaco del comune di Albettone (Vicenza) senza tuttavia ad oggi ottenere alcun effetto». L’esposto è stato depositato alla procura di Brescia il 22 luglio 2011, il fascicolo poi è stato trasferito alla Dda di Venezia. Dalla denuncia all’uscita della notizia sulla stampa, a fine dicembre, sono quindi passati diversi mesi. Un lasso di tempo non piccolo per le indagini della magistratura.

lunedì 9 gennaio 2012

BASSO VICENTINO: DAL CASO DESPAR AL CASO VALDASTICO SUD



Dal caso Despar al caso Valdastico sulla bassa vicentina aleggiano le nubi di una speculazione immobiliare massiva e dello smaltimento illecito dei rifiuti. E mentre i grandi media e i grandi partiti tacciono delle possibili liason tra le due vicende fra i comitati locali si insinua la paura di infiltrazioni mafiose

Dapprima Facebook. Poi il blog dei "cugini" No Pedemontana. Poi ancora Vicenzatoday.com. E ancora Nuovavicenza.it e poi Vicenzapiu.com: insomma un po' tutti, fino al servizio del GdV di fine dicembre. Il caso del possibile inquinamento su vasta scala al di sotto del sedime della Valdastico Sud dopo settimane di stand by comincia a far breccia sui media locali, mentre la politica, con qualche eccezione al momento tace.

Eppure le notizie di questi giorni parlano da sole. Così le ansie dei residenti crescono anche perché le polemiche sulla nuova autostrada si stanno saldando a quelle che riguardano il maxi centro logistico previsto a Longare dalla Despar: il tutto mentre sullo sfondo si staglia lo spettro della mafia.
Il timore. «La Valdastico Sud come un'enorme discarica di rifiuti tossici, scarti di fonderie con al loro interno percentuali di metalli sopra la norma, una distesa di terra e sassi grigio scuro nascosta sotto un sottile strato di terriccio e pronta per essere asfaltata. Il terribile sospetto, che potrebbe coinvolgere tutti i 54 chilometri dell'arteria in fase di completamento che unisce Vicenza Est con Badia Polesine attraversando la bassa vicentina, padovana e rodigina, è stato sollevato dal "Comitato difesa ambiente salute Valdastico Sud". Ed è suffragato da decine e decine di fotografie scattate nel 2010 all'interno del cantiere, e soprattutto dall'analisi dei materiali effettuata da un laboratorio privato, analisi che sembrano confermare la presenza di metalli in quantità ben oltre la norma». Usa queste parole Giulio Todescan su Nuovavicenza.it del 22 dicembre 2011.
Le liason con Nìcoli Cristiani. Il magazine on-line vicentino però riporta altri timori emersi in passato fra i residenti della bassa vicentina (e puntualmente finiti su Facebook e sul blog dei No Spv). Fra i quali timori fa capolino quello di un collegamento con gli affari poco puliti che in Lombardia avrebbero accompagnato la realizzazione di un'altra grande infrastruttura: «... la presenza nel cantiere della ditta di costruzioni Impresa Locatelli spa di Grumello di Monte (Bergamo), coinvolta recentemente nell'indagine della procura di Brescia che ha portato all'arresto dell'imprenditore Pierluca Locatelli, con l'accusa di aver sotterrato scarti di fonderia non trattati sotto i cantieri della BreBeMi (l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano). Il 30 novembre i carabinieri hanno infatti sequestrato due cantieri della BreBeMi, uno a Fara Olivana con Sola e uno a Cassano d'Adda. Nella stessa inchiesta è stato colpito da ordinanza di custodia cautelare il vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, Franco Nicoli Cristiani del Pdl». La vicenda è arcinota e ha fatto il giro dei media nazionali.
Epperò le foto dei cantieri della Valdastico Sud costellate di quelli che sembrano scarti di fonderia con le ruspe della Locatelli (nella foto) a far da parterre sono un altro fatto noto. I residenti al momento fanno fatica a parlare; hanno paura di esporsi ma spiegano che l'autorità giudiziaria è stata allertata e che probabilmente una o più procure hanno deciso di vederci chiaro. Vero? Falso? Sui media veneti al momento le notizie mancano. Ma tra gli abitanti della bassa si è diffuso il timore che quei residui ferrosi non trattati provengano da fonderie di tutto il centro-nord, in primis dagli impianti siderurgici del Vicentino. A ciò vanno aggiunti i dati pubblicati da Nuovavicenza.it dai quali si evince che secondo «analisi realizzate il 7 ottobre 2010 da un laboratorio privato, su un campione prelevato dai membri del comitato in località Lovolo di Albettone... I cianuri presenti nel campione risultano superiori ai limiti di legge di 20 microgrammi per litro (µg/L), quando il limite è fissato a 50 µg/L. L'arsenico, il cui valore massimo è ancora di 50 µg/L, sfora di 35 microgrammi. Alle stelle anche il piombo: 30 µg sopra il limite di legge di 50 µg/L. In misura minore sforano anche il nichel (di 2 µg/L), il cobalto (di 4,70 µg/L), il cadmio (di 2 µg/L), il cromo totale (di 4,70 µg/L), il selenio (di 8 µg/L), il mercurio (di 0,3 µg/L) e l'amianto (di 5 mg/L)».
L'affaire Despar. Ed è in questo contesto che va letta, quantomeno in filigrana, la vicenda della maxi struttura (450.000 metri quadri è la superficie di piano) che la Despar vorrebbe aprire a Longare a ridosso del costruendo casello della Valdastico Sud su un terreno di Silvia Zini, imprenditrice agricola legata al mondo della concia della Valchiampo. Il progetto è visto come il fumo negli occhi dal comitato locale dei "Casoni" che ha il suo fulcro proprio a Longare, ma che considerando gli altri comuni interessati nel comprensorio sorpassa di molto i 1.500 sostenitori. Una massa critica ben organizzata sul territorio che da mesi sta facendo sentire la propria voce. «Non capiamo - sottolinea il portavoce Vincenzo Campanaro - che cosa ci sia dietro una colata di cemento che si spalmerà su 225.000 metri quadri coperti per una trentina di metri di altezza. E soprattutto non capiamo perché si debba martoriare così una campagna ancor ricca seppur duramente provata dalla Valdastico Sud. Il nostro territorio sarà interessato da massicce speculazioni immobiliari?».
Le ombre e le ansie. Sicché le eco del caso Valdastico Sud, dopo aver fatto pochi chilometri, sono giunte sino a Longare. I residenti temono per ciò che potrebbe finire sotto lo svincolo e ciò che potrebbe finire sotto il cantiere Despar. Da mesi si parla di un andirivieni di strani personaggi, di camion, di gente che in paese non s'era mai vista: e a Longare la tensione è salita quando il 9 dicembre 2011 il magazine campano La Voce delle Voci ha pubblicato sul suo portale un lungo approfondimento di Alessandro De Pascale. Il titolo parla da solo: «Si scrive Despar. Si legge Mafia?». L'inchiesta non punta i riflettori su questioni vicentine, ma il quadro descritto pesa come un macigno: «La catena di supermercati Despar puzza di mafia. A dirlo è la Direzione nazionale antimafia che da anni indaga sul colosso della grande distribuzione e sugli interessi delle cosche nell'intero settore agroalimentare. Dietro la Despar, secondo gli inquirenti, potrebbe addirittura esserci l'attuale capo di Cosa Nostra, nonché il quinto latitante più ricercato al mondo e superboss di Trapani, Matteo Messina Denaro. Lo scorso 10 maggio, durante una vasta operazione della Dia di Roma e della squadra mobile di Caserta, vengono arrestate 68 persone. Secondo il giudice per le indagini preliminari, Marzia Castaldi, lungo la Penisola c'é un asse criminale tra la camorra del clan dei Casalesi e la mafia trapanese». E De Pascale va oltre riferendo nel dettaglio le parole del Gip secondo il quale questo sodalizio criminale imporrebbe «il monopolio dei trasporti su gomma ai commercianti che operano nel settore dei prodotti ortofrutticoli, con la conseguente lievitazione dei prezzi».
Vecchie conoscenze. Frattanto tra le pieghe della vicenda Longare spuntano due nomi ben noti a Vicenza perché al centro di polemiche politiche ed amministrative al vetriolo durante le due consiliature rette dal centrodestra (1998-2003 e 2003-2008). Si tratta dell'architetto Franco Zanella, ex direttore dell'urbanistica del capoluogo e della collega Lorella Bressanello, ex potentissimo, nonché chiacchieratissimo, direttore del dipartimento territorio della città del Palladio e moglie dell'ex sindaco berico: il forzista Enrico Hüllweck, uomo vicino all'eurodeputato del Pdl Lia Sartori, nonché già capo della segreteria particolare dell'ex ministro ai beni culturali Sandro Bondi, sempre del Pdl. Proprio il duo Zanella Bressanello, secondo Campanaro, è stato incaricato di redigere un piano di fattibilità del parco «ecoindustriale» intercomunale di Castegnero, Montegaldella e Nanto che vede Longare come capofila de facto proprio perché l'area Despar rientra interamente sul suo suolo.

Di Marco Milioni, da VicenzaPiù n. 226 del 5 gennaio.

sabato 7 gennaio 2012

L'IMPATTO DEL PROGETTO DELL'AUTOSTRADA VALSUGANA SU ROMANO D'EZZELINO

                                             
                                          Quì dovrebbe passare l'Autostrada Valsugana 
                                                          



Romano d'Ezzelino oggi: 15.000 abitanti in un contesto paesaggistico invidiabile


.... ROMANO D'EZZELINO DOMANI:

- IN 7 KM CIRCA DI ATTRAVERSAMENTO NEL NOSTRO COMUNE AVREMO LA BELLEZZA DI 3 NUOVI SVINCOLI/ROTATORIE DI RACCORDO CON LA NUOVA ARTERIA

- L'ALLARGAMENTO DELLA CARREGGIATA A TRE CORSIE PER SENSO DI MARCIA

- UN ENORME SVINCOLO DOVE NUOVA E VECCHIA VALSUGANA SI DIVIDERANNO (TRA VIA CA' CORNARO E VIA ROMA)

- INGRESSO DEL TUNNEL DI ATTRAVERSAMENTO DEL MASSICCIO DEL GRAPPA, ATTRAVERSO VIA CARLESSI, CON EVIDENTE IMPATTO AMBIENTALE

- E, UDITE UDITE, IL COMPLESSO DESTINATO AL CENTRO DI CONTROLLO DELLA SOCIETA' CHE AVRA' IN GESTIONE L'AUTOSTRADA

- AGGIUNGETE CASELLI, MAGARI STAZIONI DI SERVIZIO E TUTTO QUELLO CHE PUO' COMPORTARE QUESTO INSIEME DI OPERE

- NON BASTASSE TUTTO QUESTO ROMANO DIVENTA ANCHE IL "CUORE PULSANTE" PER LA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA PEDEMONTANA, CON IL PRIVILEGIO DI AVERE UN VILLAGGIO LOGISTICO PER 250 ADDETTI (SACRO CUORE)


Fonte:http://www.cuorecivico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=120:caro-sindaco-5&catid=31:valsuganaccv&Itemid=230

giovedì 5 gennaio 2012

QUELL'AUTOSTRADA E' UNA DISCARICA

di Paolo Tessadri

Rifiuti delle fonderie sono stati sepolti sotto il cantiere della Valdastico, a sud di Vicenza. Che le aree di costruzione delle grandi opere stradali vengano sfruttate come depositi illegali di rifiuti è un sospetto che circola da anni. Le corsie sono tombe di asfalto che nessuno scoperchia. Ma arriva la denuncia: quelle scorie sono tossiche. E indaga la procura antimafia

 
L'odore del metallo fuso di fonderia ammorba ancora l'aria quando tira il vento, sprigionato dai resti delle scorie disseminate lungo le stradine nei campi di granoturco, accanto all'autostrada. A sud di Vicenza, la Valdastico è un lungo biscione di carreggiate che si snoda nella valle. Fino a poche settimane fa era nero, prima che fosse ricoperto da uno spesso strato di fanghiglia biancastra. Le ruspe hanno spianato scarti di lavorazione industriale in mezzo alle coltivazioni, con il cromo che si è riversato nei canali di irrigazione del granoturco.

Il sospetto che quel materiale non fosse proprio innocuo era sorto quando il cane del signor Giuseppe, nel giugno scorso, si è fermato a bere in uno dei numerosi canali scavati accanto all'infrastruttura in costruzione. Il cane è morto quasi all'istante, ucciso per una sospetta perforazione dell'intestino. Una fine, scrivono gli esperti, "dovuta all'elevato livello di acidità dell'acqua dei canali, a causa della contaminazione per colpa dei rifiuti di acciaieria".

Gli scarti di fonderia sono infatti molto nocivi: contengono dosi di metallo pesante che si disperdono nei terreni e nella falda acquifera, entrando nella catena alimentare. E ce ne sono centinaia di tonnellate sepolte un metro sotto la superficie autostradale che scorre tra le coltivazioni di un Veneto ancora agricolo. Scorie che potrebbero essere state seminate lungo molti dei 54,3 chilometri della Valdastico Sud, l'arteria che collegherà le province di Vicenza e di Rovigo: un'opera da oltre un miliardo di euro.

L'inaugurazione del primo tratto è prevista per maggio, ma al momento i lavori sembrano fermi. Mentre stanno partendo le indagini della magistratura.

Che i cantieri delle grandi opere stradali vengano sfruttati come discariche è un sospetto che circola da anni: le corsie di asfalto sono tombe che nessuno scoperchierà. I primi a intuirne le potenzialità sarebbero stati i soliti camorristi casalesi, padroni per anni del mercato dei rifiuti: nei terrapieni si può infilare ogni genere di detrito, lecito o meno. Voci e supposizioni che non avevano mai ricevuto riscontri. Ma adesso per la prima volta le foto di un appassionato di archeologia, Marco Noserini, sembrano dare corpo alle peggiori ipotesi: pozze tinte di giallo dal cromo e scarti di acciaieria sparsi nei campi dove germogliano filari di mais. Le foto sono state scattate nel tratto della Valdastico Sud tra Torri di Quarterolo e di Pojana Maggione nel Vicentino. Dove Maria Chiara Rodeghiero di Medicina Democratica e l'avvocato Edoardo Bortolotto hanno riscontrato una situazione drammatica: "Di notte arrivano anche trenta camion e scaricano ondate di materiale". Poi di giorno le ruspe lo spianano, preparando la massicciata e disperdendo le sostanze nel terreno.
 
Le immagini mostrano i mezzi delle imprese del Gruppo Locatelli e della Serenissima Costruzione. La Serenissima fa capo alla società con capitali pubblici, presieduta dal leghista Attilio Schneck, che possiede la concessione della Brescia-Padova, forse l'autostrada con il traffico record d'Italia. Il gruppo Locatelli invece è al centro dell'inchiesta per corruzione che ha fatto finire in cella Franco Cristiani Nicoli, vicepresidente della Regione Lombardia, accusato per una tangente versata dall'amministratore delegato Pierluca Locatelli. L'indagine è stata battezzata "Fiori d'acciaio" proprio perchè riguarda le licenze per lo smaltimento dei rifiuti.

Ma melle intercettazioni si parlava dei cantieri della Bre.Be.Mi, l'autostrada che collegherà Brescia e Milano senza passare per Bergamo. I pm bresciani, Carla Canaia e Silvia Bonardi, hanno messo sotto sequestro due cantieri per la costruzione del raccordo anulare della Bre.Be.Mi. a Cassano d'Adda (Milano) e Fara Olivana con Sola (Bergamo) perché sotto le carreggiate sarebbero stati accumulati scarti di fonderia. E anche in questo caso viene ipotizzato un ruolo del gruppo Locatelli.

Ma da dove provengono quei camion stracolmi di scorie fotografati nel Vicentino? Quasi tutti sono targati Crotone e Napoli, alcuni hanno le insegne di una ditta trevigiana che è stata coinvolta in traffici di rifiuti ma - recita la denuncia - "seguendo il percorso di un camion, si scopre che la maggior parte proviene da una grossa acciaieria alle porte di Vicenza, la Beltrame spa", una delle più grandi d'Italia. Si sospetta anche che alcuni arrivino direttamente dalla Campania, forse da un vecchio stabilimento chimico. Il via vai di mezzi si lascia alle spalle una coda scura come una colata lavica. E quando piove, l'acqua nerastra cola dai detriti nei campi e nei canali di irrigazione. Le imprese di costruzioni cercano di correre ai ripari e stendono una coperta di tessuto sintetico, ma la posano sopra le scorie e non sotto: una misura più utile a nascondere che a contenere il percolato.
 
Fonte: L'Espresso

FIRMIAMO L'APPELLO NO PEDEMONTANA



La sentenza del TAR del Lazio che dichiara illegittima la nomina del commissario governativo, rende giustizia alle tesi sostenute dai comitati che si battono per l'alternativa alla mega opera chiamata impropriamente Superstrada Pedemontana Veneta.
La sentenza del TAR non si basa su cavilli giuridici, bensì mina alla radice l'impianto emergenziale sul quale si è basato negli ultimi due anni e mezzo l'iter dell' opera.
In particolare invalida tutti gli atti formali approvati e firmati dal commissario straordinario.
L'illiceità dei comportamenti dell'Amministrazione era talmente palese riguardo la SPV che nessun'altro tipo di sentenza era possibile, se i giudici sono al di sopra delle parti.
I nostri amministratori, dovrebbero imparare la lezione e capire che il fatto di essere stati eletti non li pone al di sopra delle leggi che lo Stato si è dato a tutela del bene comune.
Purtroppo invece, stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il (ex) Commissario e il Presidente della Regione Veneto, sembrano intenzionati a proseguire i lavori in barba alla sentenza del TAR che, ricordiamo,
è immediatamente esecutiva.
Pertanto invitiamo tutti, sia come gruppo politico, partito, comitato ecc.. o come singolo cittadino, in tempi brevi, a FIRMARE questo appello che invieremo al Presidente della Regione,
AFFINCHE' I LAVORI nei cantieri della Pedemontana di Romano d'Ezzelino, Mason e Montecchio Precalcino VENGANO IMMEDIATAMENTE SOSPESI
Comitati Difesa Salute Territorio, NO Pedemontana, Altovicentino/Malo-ValleAgno

Il link per firmare l'appello è il seguente:
http://www.firmiamo.it/appello-no-pedemontana

mercoledì 4 gennaio 2012

APPELLO


La sentenza del TAR del Lazio che dichiara illegittima la nomina del
commissario governativo, rende giustizia alle tesi sostenute dai
comitati che si battono per l'alternativa alla mega opera chiamata
impropriamente Superstrada Pedemontana Veneta.

La sentenza del TAR non si basa su cavilli giuridici, bensì mina alla
radice l'impianto emergenziale sul quale si è basato negli ultimi due
anni e mezzo l'iter dell' opera.
In particolare invalida tutti gli atti formali approvati e firmati dal
commissario straordinario.

L'illiceità dei comportamenti dell'Amministrazione era talmente palese
riguardo la SPV che nessun'altro tipo di sentenza era possibile, se i
giudici sono al di sopra delle parti.

I nostri amministratori, dovrebbero imparare la lezione e capire che
il fatto di essere stati eletti non li pone al di sopra delle leggi
che lo Stato si è dato a tutela del bene comune.

Purtroppo invece, stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il
(ex) Commissario e il Presidente della Regione Veneto, sembrano
intenzionati a proseguire i lavori in barba alla sentenza del TAR che,
ricordiamo,
è immediatamente esecutiva.

Pertanto invitiamo tutti, sia come gruppo politico, partito, comitato
ecc. che come singolo cittadino, in tempi brevi, a sottoscrivere
questo appello che invieremo al presidente della Regione, affinchè i
lavori nei cantieri della Pedemontana di Romano d'Ezzelino, Mason e
Montecchio Precalcino vengano immediatamente sospesi.


PER ADERIRE SCRIVI UNA EMAIL A comitatonopedem@pin.zzn.com

Prime adesioni:

Comitati Difesa Salute Territorio No Pedemontana -Valle Agno-Malo-Altovicentino-Bassano
Comitato Beni Comuni Valle Agno
Comitato di Mogliano No inceneritori (Marcella Corò, Mogliano Veneto)
Comitati Ambiente e Territorio - Riviera del Brenta Miranese
Presidio Permanente No dal Molin, Vicenza
Marco Palla (Montecchio M.)
Giannandrea Giuseppe (Famiglia Giannandrea)
Maurizio Bini, Schio