venerdì 14 dicembre 2012

LA TRUFFA DEL PROJECT FINANCING

Due video, un'intervista con il giornalista di Altra Economia, Luca Martinelli, e un'inchiesta di Report che  fanno capire bene cos'è il Project Financing.




mercoledì 5 dicembre 2012

I COMUNI TRENTINI BOCCIANO LA VALSUGANA




"Netta e decisa contrarietà alla realizzazione di un'opera che, pur non interessando direttamente l'area trentina, porterebbe nel territorio una condizione ambientale insostenibile". Ad esprimersi in questo modo sono 6 comuni della vallata del Brenta assolutamente contrari alla realizzazione della Nuova Superstrada a Pedaggio Valsugana. Nelle osservazioni all'avvio del procedimento di Valutazione dell'Impatto  Ambientale, le amministrazioni trentine lamentano, dunque, l'impatto che la nuova infrastruttura avrebbe sui loro territori. Le cifre ipotizzate nel progetto prevedono, infatti, un incremento di traffico a fine tratta nel comune di Cismon, pari a 21 mila automezzi, da aggiungersi a quelli attuali, con un impatto sulla viabilità esistente che i trentini definiscono devastante. Da qui la richiesta da parte dei sei comuni, di una programmazione che comprenda le ripercussioni viabilistiche, ben oltre il territorio veneto. E un'istanza è stata avanzata anche sul fronte delle polveri sottili già al limita della soglia di legge. Chiediamo, fanno sapere i 6 comuni, alla Commissione Via che venga realizzato uno studio per ipotizzare la qualità dell'aria lungo la Valsugana anche nella parte trentina.

Fonte: Rete Veneta       

lunedì 22 ottobre 2012

A ROSSANO VENETO L'ACQUA M'BRIACA ANCHE GLI STRISCIONI



E si, anche a Rossano Veneto, oltre che in paesi confinanti, accadono cose strane, ad esempio l'ultima della quale sono stata informata proprio ieri.

Dovete sapere che da un pò di tempo i cittadini di Rossano sono preoccupati in quanto hanno FINALMENTE saputo che la falda dalla quale attinge il pozzo del loro acquedotto è seriamente minacciata da una possibile causa di inquinamento.

Infatti, esattamente sopra la falda è in progetto di realizzare uno stabilimento per lo stoccaggio e la lavorazione di rifiuti pericolosi e non, (22.000 tonnellate anno anche di liquami civili e industriali) guarda caso questo stabilimento sarà a Cassola, nella stessa zona in cui sono già intervenuti per il gassificatore, la zona dove, per accordi presi con la provincia, non dovevano esserci industrie insalubri, la zona ove ancora esiste un corridoio ecologico Natura 2000, insomma proprio lì.

I cittadini sono andati a chiedere ai loro amministratori di fare qualche cosa, hanno proposto di deliberare per l'approvazione del sistema idrogeologico (adottato anche a Rosà, e dalla ATO BRENTA) ) per l'accertamento delle distanze effettive dal pozzo, che sarebbero ben diverse dai 200 metri previsti da una legge di regia memoria. 

Non hanno ottenuto niente, prima promesse (come di solito fanno i politici) ma poi quando si è trattato di scendere ai fatti nisba, niet, nada, zero assoluto.

Grazie amministratori, ancora una volta avete dimostrato che l'interesse ed il benessere di chi vi paga e vi ha fatto l'onore di darvi il voto conta meno di niente.

In compenso però, hanno fatto togliere dagli operai del comune gli striscioni che i cittadini avevano esposto per diffondere quanto stà accadendo nel loro comune a causa della pigrizia dei loro amministratori.

Ora, notate bene, hanno tolto gli striscioni perché probabilmente “dicono” intralciavano, distraevano, ecc. ecc. e li hanno tolti non solo dalle strade, ma anche entrando senza alcun permesso in proprietà private e solo questo evidenzia quanto questo li faccia preoccupare, basterebbe per fare una bella denuncia per violazione di domicilio ed appropriazione indebita sapete? 

E se davano fastidio e distraevano dalla guida perché non togliete anche i cartelloni pubblicitari? Gli altri striscioni? Le locandine? I cartelloni luminosi a Led con immagini a scorrimento non possono distrarre dalla guida? 

A Rossano le elezioni ci saranno a breve lo ricordate? 

venerdì 12 ottobre 2012

LA VALSUGANA SOTTO ATTACCO DEI CAVATORI E DEI GRUPPI FINANZIARI


La Valsugana sotto attacco  dei cavatori e dei gruppi finanziari  che  progettano una viabilità  distruttiva dell’ambiente naturale e della salute dei suoi abitanti

Per risolvere la viabilità nel tratto vicentino della Valle, fin dal Marzo 1998, otto Comitati, espressione  dei cittadini, di ogni tendenza politica, dei vari Comuni interessati alla Superstrada, si riunirono in “Coordinamento Unitario dei Comitati ‘ Per vivere in Valbrenta’”, al fine di cercare una soluzione definitiva circa il tracciato che la Superstrada doveva seguire per il suo completamento e ciò in collaborazione e supporto alle Amministrazioni comunali che, a quel tempo, non erano d’accordo e, ciascuna, a salvaguardia del proprio “campanile”, prendeva le decisioni che le erano più convenienti.

Avevamo riscontrato una omogenea identità di vedute, quale soluzione più naturale e logica, partendo da una ipotesi di progetto, elaborata dal prof. Abrami dell’Università di Venezia e abbiamo convinto su tale indicazione tutte le Amministrazioni comunali raccogliendo, a supporto, oltre 2000 firme di residenti.
Il nostro comune indirizzo era di realizzare una Superstrada in sinistra Brenta, prevalentemente in galleria, senza viadotti, con sbocchi in zone non abitate e al confine dei vari paesi, che mantenesse integro l’ambiente nel tratto più caratteristico della valle, non distruggesse manufatti già esistenti, attenuasse l’inquinamento acustico e permettesse un flusso veloce del traffico commerciale, lasciando a disposizione dei residenti le strade già esistenti.
L’elaborazione definitiva di tale progetto, supportata dall’ing. Rinaldi, allora Presidente di Italia Nostra di Bassano e sponsorizzata dal Cons. Prov. Ciambetti, ora Assessore Regionale, è stata realizzata con un progetto costato 1.733.626,00 euro dallo Studio RPA di Verona dell’ing. Sparesotto.
A tale progetto avevano dato la loro approvazione, all’unanimità, tutte le Amministrazioni comunali, il Consiglio della Comunità Montana, la Provincia, la Regione e l’ ANAS: il progetto è giacente presso l’ ANAS dal 2004, e, per mancanza di fondi, non è stato finanziato. Poi la Regione, dichiarando la pubblica utilità, ha deciso di realizzare l’opera con un project finance e, a settembre 2009, è stata presentata una ipotesi di progetto in destra Brenta, talmente sconcertante per lo sconvolgimento del territorio, da essere contestato da tutti, con una raccolta di altre 2000 firme, tanto da essere cestinato.
E ora viene presentato al VIA questo progetto di Superstrada a pagamento, dalle dimensioni di Autostrada che prevede, per il 2021 il passaggio di 38.733 veicoli, mentre, attualmente, ne transitano 10/15.000, con il relativo inquinamento atmosferico a cui si deve aggiungere quello creato dalle auto che transiteranno nell’attuale statale 47.
I sindaci di valle  nell’esame costi-benefici non hanno rilevato che i costi sono nettamente superiori e ricadono sulle   popolazioni del Canal del Brenta e stanno  accettando, quasi supinamente, l’imposizione di tale progetto che, probabilmente, non risolve completamente la viabilità della valle. Essi  sono stati eletti per rappresentare  i cittadini, per difenderne la salute, l’ambiente, il buon e quieto vivere, le proprietà.
Riteniamo sia noto a tutti che il Veneto è una delle Regioni più inquinate d’Italia e, la zona di valle e di Bassano ha l’incidenza di mortalità tumorali è tra le più alte. Con ciò non si vuole addebitarlo esclusivamente all’inquinamento dovuto al traffico ma, sicuramente, un triplicare o quadruplicare del traffico, rispetto all’attuale, unito alle polveri derivanti dall’escavazione delle gallerie e dal trasporto di ghiaie delle cave che insistono in valle, dovrebbe destare nei responsabili delle grossissime preoccupazioni di coscienza.
Agire in ordine sparso, come già accaduto, dà indicazione di quale sia la nostra debolezza. Suggerire delle possibili variazioni sostanziali non ha, finora, ottenuto alcun risultato concreto nella modifica del tracciato di base: qualche  piccola concessione sulle discenderie, sulle strade di accesso per la costruzione dei viadotti, qualche compensazione di marginale importanza e varie ipotesi nel possibile prolungamento a nord di Pian dei Zocchi fino alla località di S.Marino.
Non si parla dello scarico dei materiali di galleria a Pian dei Zocchi, nè, tanto meno, possiamo essere confortati dai dati che ci vengono forniti sul trattamento dei fumi delle gallerie  e i relativi impianti per la loro depurazione, né dell’esenzione dei tiket autostradali per i residenti a nord. E non ci poniamo, comunque, il problema degli scarichi inquinanti dei 38.000 autoveicoli nella piana di Cismon e nella strettoia di Primolano? Sappiamo che il vento soffia a nord per 12 ore e per altrettante a sud contribuendo, ulteriormente, ad inquinare la valle.
Gli amministratori locali non hanno preso in considerazione il problema di tutte le problematiche e i disagi che subirà la popolazione durante gli anni necessari alla realizzazione dei lavori, con i rumori derivanti dall’escavazione, dalla frantumazione dei materiali estratti, dalle polveri relative, dall’aumento del traffico, lungo le strette strade  al centro dei paesi,per il trasporto dei materiali necessari.
Qual è la logica di una politica che, mentre in destra Brenta, dà contributi per il mantenimento ambientale e storico  di terrazzamenti, sostenuti da muri a secco, in sinistra Brenta propone viadotti e le relative strade di accesso  in cemento, distruggendo analoghi terrazzamenti?
Questo, al momento, è un progetto fine a se stesso, in quanto non  ne è prevista la continuazione a nord e che va a inserirsi a sud di Cismon nell’attuale statale 47, di dimensioni sicuramente insufficienti a contenere un traffico così elevato, specie nella zona a nord tra Cismon e la strettoia di valle che porta a Primolano e che non ha previsioni di continuazione nella Provincia di Trento.
Tra l’altro, è di questi giorni l’apertura del primo tratto della  Autostrada Valdastico  Sud e, da molto tempo, si sta parlando  della possibilità di realizzare la Valdastico Nord il cui progetto avrebbe l’appoggio del Governo e dell’Unione Europea, visto che il proseguimento della A 31 fino a Besenello (Trento) è stato inserito nella rete stradale europea Ten-T (Rete Collegamenti Tran Europee), che i singoli Paesi devono recepire.
E ciò non renderebbe superflua questa Auto-Superstrada per raggiungere Trento molto più lunga in termini di chilometraggio? Perchè se tale opera è ritenuta indispensabile, quindi di pubblica utilità, i sindaci di valle, di comune accordo, non esigono  che venga realizzata l’alternativa n° 2  del proponente che prevede il traforo da Romano a Cismon (con l’uscita nel punto più stretto della valle) e pretendono che, attraversato il Brenta, si prosegua in sinistra Brenta, in galleria, fino alla località Pianello ? Si risolverebbero così tutti i problemi della valle.
Non ci si deve basare su singole promesse e assicurazioni, che lasciano il tempo che trovano, ma tutte le Amministrazioni unite votino come ha fatto l’Amministrazione di Solagna, contro questa o altre soluzioni che non riportino quanto richiesto, e che ciò sia parte integrante del progetto.
Se così non fosse, meglio sarebbe, e lo dicono con amarezza i tanti che da 14 anni si sono impegnati per creare una strada alternativa alla statale 47, che non si facesse nulla. Che si pretendesse dallo Stato una galleria in doppia corsia, come quella che da  Primolano porta ad Arsie  che, partendo dalla località Merlo di S.Nazario, arrivasse fino oltre la cava di Carpanè  e allargando la strada dal ponte di Campolongo fino al Merlo. Si manterrebbero, così, le attuali quote di traffico che vanno da 10 massimo 15.000 automezzi.
Viste le attuali situazioni economiche l’unico sviluppo che la Valle, grazie ai   particolari pregi naturalistici e storici, che la rendono unica, può avere, è quello turistico.
Però abbiamo la cava di Carpanè che, vista dall’alto ha delle dimensioni  enormi  e impressionanti , inquina con le poveri sottili , esponendo  al pericolo di  gravi patologie la popolazione particolarmente dei Comuni di Valstagna e S. Nazario.
Ci stanno portando via la ghiaia delle conoidi, lasciando, al posto del verde alberato , delle zone  ghiaiose a precipizio di decine di  metri a su cui non cresce un filo d’erba e che modificano il microclima.
Cercano di espropriarci dell’acqua del fiume, con la costruzione di una nuova centrale, creando un danno irrimediabile alla fauna ittica e allo sporte alla qualità della vita rivierasca.
Ora ci vogliono prendere anche l’aria. E’ questo che i nostri Amministratori vogliono?
La popolazione sicuramente no, perché  si desidera  essere trattati da cittadini e non da sudditi!
Italia Nostra sezione di Bassano

domenica 2 settembre 2012

CANI MALTRATTATI A BASSANO


Comunicato stampa del Coordinamento Protezionista Vicentino


             Foto del Giornale di Vicenza 


BASSANO DEL GRAPPA, LE GUARDIE ZOOFILE, DENUNCIANO PENALMENTE NOTO CACCIATORE ALLEVATORE E ADDESTRATORE DI CANI DA CACCIA, I POVERI ANIMALI COSTRETTI A VIVERE COSTANTEMENTE ALL’INTERNO DI UN FURGONE, HANNO FATTO SCATTARE IL SEQUESTRO.

Alcune segnalazioni circostanziate, arrivate alla sede E.N.P.A. davano per certa, la detenzione di alcuni cani da caccia, costantemente all’interno di un piccolo furgone, in zona Marchesane.
Il mezzo parcheggiato in un piazzale condominiale interno, sarebbe inoltre stato esposto alle rigide temperature invernali, e senza protezione durante la calura estiva.
     
Per verificare e certificare questa tipologia singolare di detenzione, e formulare l’ipotesi di reato, le guardie zoofile, hanno effettuato due tornate di appostamento di ventiquattro ore, a distanza di una settimana.
Durante il controllo ininterrotto, le guardie hanno filmato e fotografato tutto, compreso il fatto che i sette cani di razza setter, oltre a vivere costantemente all’interno del mezzo, erano stabulati in due per trasportino, ed uno singolo, nessuno aveva acqua a disposizione.

Per questo motivo, P.P. residente nel Bassanese è stato denunciato per detenzione di animali con modalità incompatibili con la propria natura, il P.M. Giovanni Parolin, ha dato mandato per il sequestro al corpo forestale dello stato, che lo ha messo in pratica la scorsa settimana.

Renzo Rizzi portavoce del CPV intervenendo sull’argomento ha dichiarato: "Questa notizia fa scalpore in quanto l’allevatore è anche un notissimo cacciatore di beccacce, che realizza convegni e scrive libri, quindi presumo traendo profitto anche da questa sua attività".
"Sembra che detenere questi animali in condizioni difficili e in completa sudditanza psicologica, alla totale dipendenza dell’uomo anche per i bisogni primari come l’acqua, possa dare degli importanti  risultati nell’utilizzo degli stessi come mezzi di caccia".
"E’ una cosa abominevole, ma non è nulla di nuovo per quell’ambiente, provate a chiedere alle centinaia di allevatori Veneti che “producono a fine di lucro” cani per questo sport; Dove finiscono tutti quegli animali giovani, dai quattro ai sei mesi, segugi in particolare, che rientrano nelle strutture in seguito “alla prova con bocciatura” e quindi il rifiuto all’acquisto da parte del cacciatore?"
"Credo vi siano pochi dubbi sulla loro sorte, anche loro, “i migliori amici dell’uomo”, vittime di una tradizione che evoca un lontano passato legato alla sopravvivenza, tramutatosi oggi, in null’altro che un sanguinario gioco per adulti insensibili".