sabato 2 aprile 2016

LA DEVASTAZIONE DEL FIUME BRENTA

Pubblichiamo un video sintetico ma esplicativo, sui due progetti, quello di prelievo di acque a Camazzole e quello di "difesa" della sponda sinistra del Brenta, lungo via Casoni, tra Cittadella, Carmignano e Fontaniva.


video

lunedì 21 marzo 2016

GIU' LE MANI DAL BRENTA

Cresce la protesta contro i progetti della Regione Veneto di nuovi pozzi ed escavazioni nell'alveo del Brenta tra Carmignano, Fontaniva e Cittadella.
L'obiettivo è di bloccare il progetto di prelievo di acque a Camazzole e l'asportazione dall'alveo di quasi 600.000 metri cubi di ghiaia, oltre alla modifica del corso del fiume attraverso un'incisione all'interno dell'alveo.
Il rischio di queste escavazioni potrebbe essere un'abbassamento dell'area anche di 4 metri e mezzo.
A giorni partirà una raccolta di firme per far sentire agli Amministratori Regionali cosa ne pensano di ciò le popolazioni del Brenta




martedì 1 marzo 2016

Firma per fermare la costruzione dell'impianto idroelettrico in Val di Tovo

Salviamo la Val di Tovo! 

Fermiamo la costruzione dell'impianto idroelettrico in Val di Tovo






BENVENUTI LUPI

Grazie all'attività di ricerca di due faunisti, Fabio Dartora e Ivan Mosele, sono state fissate da fototrappole le immagini di due lupi. Le fototrappole sono state poste nella parte nord della Val d'Assa, sull'Altopiano di Asiago.
I forestali hanno raccolto significativi elementi biologici che sono già stati inviati a laboratori specializzati per la determinazione del Dna. Questa è l'unica prova certa per poter confermare la presenza o il passaggio dei lupi sull'Altopiano di Asiago evento ritenuto probabile dal gruppo di lavoro.


mercoledì 20 febbraio 2013

DOCUMENTO DI ITALIA NOSTRA IN MERITO AL PARERE DELLA COMMISSIONE V.I.A SULL'AUTOSTRADA VALSUGANA



Documento trasmesso dal coordinamento di Italia Nostra ai vari amministratori/consiglieri e gruppi del territorio.


 



Oggetto: Valsugana Valbrenta - parere n° 387 del 19.12.12 della Commissione V.I.A.

Approvazione dall'unanimità dei presenti al tracciato ottimizzato.

Considerazioni: E che altro ci si poteva aspettare quando il Segretario Generale per le
Infrastrutture è anche Presidente della Commissione V.I.A. e vice Presidente del NUV?
E' vero che il termine "Tracciato ottimizzato", è sempre corredato dalle generiche diciture:
"subordinatamente alle prescrizioni e raccomandazioni" ma ,dal documento, ci risultano tante
parole, tanti dati tecnici, tante simulazioni che ci sembrano create appositamente per far fare
confusione ai non addetti ai lavori.
In sostanza, per fare un esempio, prendiamo il quadro di riferimento ambientale alla voce
ATMOSFERA: si dice, dopo le simulazioni di dispersione, che "non si hanno impatti
derivanti dalle emissioni considerate, in grado di generare indici statistici che superano i limiti
di legge e che mostrano aumenti delle concentrazioni nelle zone interne della Valsugana in
particolare nelle regioni interessate dalle aperture intermedie delle gallerie in zone meno
interessate dalla presenza di popolazione". !!!!! Incredibile..!. A Solagna sopra il centro
abitato - a Lanari sopra la frazione e di fronte al centro di Campolongo - a Sarzè Pianari sopra
il centro di S.Nazario - a Pian dei Zocchi su Rivalta e di fronte a S.Gaetano e Sasso Stefani e
S.Marino su S.Marino e Costa. Tra l'uscita della galleria di Solagna e l'uscita della galleria di
S.Marino, andando verso nord, tutte queste uscite, in un tratto inferiore ai 10 Km., come se
gli inquinanti rimanessero localizzati in ambito ristretto e non, spinti dal vento, in tutta la
Valle.
La conclusione del V.I.A.: "non si ritiene sia necessaria allo stato attuale l'installazione di
sistemi di abbattimento delle polveri in galleria".
La soluzione V.I.A.: "prevedere la ventilazione forzata, all'interno delle gallerie, tramite
ventilatori di estrazione o acceleratori e installare, oltre ai rilevatori di fumo, dei sistemi di
monitoraggio in continuo di CO, NO2 e delle polveri, collegati con sistemi di visualizzazione
dei livelli inquinanti, mediante scala di colori (verde, giallo, rosso), in almeno tre punti. In
caso di superamento dei limiti o di fermata del sistema di ventilazione-estrazione, bloccare
immediatamente l'ingresso dei veicoli mediante l'attivazione di semafori in corrispondenza
dell'ingresso. La segnalazione deve essere ripetuta prima del casello della superstrada che
precede, in modo da obbligare i veicoli ad uscire dalla superstrada". E cioè, diciamo noi,
transiterebbero in Valle i previsti 38.000 automezzi più quelli che transitano normalmente.
Ma vogliamo scherzare...!
Oppure vengono usati termini generici quali:" da approfondire nelle successive fasi
progettuali", oppure: " accoglibile da verificare nella successiva fase progettuale".
Per fare un esempio, senza entrare nel merito del problema, nel caso delle prescrizioni del
SIA: "sia valutata la possibilità di sostituire la discenderia di S.Nazario con una analoga
nell'ambito della stazione ferroviaria di Carpanè dove gli spazi si prestano meglio alle attività
di cantiere", la risposta del proponente ad una analoga osservazione è stata:" non accoglibile
in quanto tecnicamente di difficile realizzazione".
E' logico ritenere che le prescrizioni rimangano quasi sempre sulla carta a sola giustificazione.
Avevamo già intuito che il proponente, oltre al progetto ottimizzato, difficilmente avrebbe
fatto altre concessioni, se non marginali, ed era per questo che, prima delle osservazioni da
inviare al V.I.A. avevamo inviato ai Sindaci di Valle una comunicazione con la
raccomandazione di esprimere il loro parere negativo su tale progetto o, quantomeno, che
presentassero in modo unitario delle richieste sostanziali, da tutti condivise, e non di
dimostrare la loro debolezza, presentandosi in ordine sparso, ciascuno interessandosi al suo
"proprio campanile".
In precedenza, ritenendo tutta la Valle, un unico comune, con l'unione tra cittadini e
Istituzioni si erano raggiunti dei risultati concreti che avevano portato alla realizzazione di un
progetto da tutti condiviso.
Quindi, con la presente, vogliamo significare ai cinque Sindaci, che dovrebbero rappresentare
il volere dei cittadini, che hanno disatteso le aspettative della popolazione che ha sempre
manifestato una volontà contraria a questa colossale nonché demenziale opera che porta in

valle solo la devastazione del territorio e che compromette la salute dei cittadini, senza
risolvere in alcun modo il problema della viabilità in valle.
Di conseguenza, visto che le loro Osservazioni al V.I.A. sono state quasi completamente
disattese, chiediamo e raccomandiamo ai cinque Sindaci di inoltrare una lettera in Regione e
ai Ministeri dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e di quello per i Beni e le Attività
Culturali che dimostri la loro risoluta opposizione a questo progetto di Superstrada a
pagamento in Project Financing, vista anche la contrarietà con cui viene recepita dalla
popolazione che, riunita in Comitati o Gruppi di informazione, fa delle continue
manifestazioni che potrebbero, anche, degenerare creando problemi di ordine pubblico.
Suggeriamo loro di prendere esempio dai sei Sindaci della Bassa Valsugana di Borgo,
Grigno,Scurelle, Ospedaletto, Villa Agnedo e Castelnuovo che hanno scritto direttamente al
Ministero dell'Ambiente e a quello dei Beni Culturali manifestando la netta e decisa
contrarietà alla realizzazione di un'opera che porterebbe il territorio comunale ad una
condizione ambientale insostenibile per la salute e la qualità della vita degli abitanti; con gli
stessi creino un collegamento che, nell'unione delle forze, potrà portare all'annullamento del
progetto.
Soluzioni per il punto nero rappresentato da Carpane' si potranno trovare pretendendole dallo
Stato con la creazione di una galleria in doppia corsia, come quella che da Primolano porta
ad Arsie che, partendo dalla località Merlo di S.Nazario, arrivi oltre la cava di Carpanè, dopo
aver allargato la strada che dal ponte di Campolongo porta alla località Merlo. Ciò consentirà
di snellire la viabilità della Valbrenta mantenendo, però, quasi inalterato l'attuale numero di
veicoli.
Bassano del Grappa, 18 febbraio 2013
Italia Nostra
Coordinamento Comitati

mercoledì 13 febbraio 2013

L'ECO DI UN SABATO ALTERNATIVO




Sabato 16.02.2013  L’ECO DALLE TERRE  promuoverà una fiaccolata e un sit-in presso area di cantiere bassanese della Pedemontana.
"L'ECO DI UN SABATO ALTERNATIVO"  così è stata titolata l'iniziativa che vuole accendere l'attenzione di tutti i cittadini, sensibilizzandoli
a quello che sta per accadere appena fuori di casa, rendendo loro i protagonisti in prima persona del cambiamento radicale che subirà il Territorio.
Il nostro paesaggio, quello che i nostri occhi sono abituati ad assaporare nel quotidiano,  non è scampato allo scempio della devastazione e sarà
la prossima vittima del cemento famelico che avanza "Otto metri quadrati al secondo" e tutto questo per mantenere sul secondo gradino del
podio il nostro caro Veneto (col suo 8,5-10,5% di suolo consumato), peccato che in questo caso la medaglia non è certo una di quelle medaglie di cui
noi cittadini veneti ne andiamo fieri, figuriamoci poi se desideriamo mostrarla con orgoglio.

Quindi tra i divoratori di suolo trionfa il nostro Veneto, anticipato da Lombardia e seguito dal Lazio. In merito a questi tristi primati recentemente
Salvatore Settis su Repubblica ha sottolineato  che queste cifre impressionanti stanno di fatto trascinano l’Italia fuori dall’Europa, ove il consumo
medio del suolo è di 2.8%, a fronte di un devastante 6.9% per il nostro martoriato Paese.
In un Paese a incremento demografico zero è come se ogni anno si costruissero due o tre città nuove, delle dimensioni di Milano e di Firenze.
Interrompere questo scempio, si sente ripetere, è impossibile. Non è vero!
L'alternativa esiste e si chiama Messa in Sicurezza del Territorio.
Mettere in sicurezza un territorio significa far lavorare di più le imprese che ora lavorano per distruggere lo stesso territorio, attraverso il recupero delle opere e delle infrastrutture e la riqualifica  delle stesse, un percorso di attività  finalmente di fare la "pulizia degli scheletri di cemento" che assediano le nostre periferie e i nostri centri storici.
La vera lotta ora è un’altra: Da una parte chi vuole uno sviluppo sostenibile in armonia con il bene pubblico e la Costituzione e dall'altra chi vede nel suolo italiano solo una risorsa da saccheggiare a proprio vantaggio. Ora tocca te scegliere: Da che parte stai?
L’ECO DALLE TERRE ha scelto e condanna qualunque “Delitto alla terra che azzeri il futuro!” e per dimostrarlo Sabato 16 febbraio ore 20:00 si riunirà a Quartier Prè di Bassano del Grappa, presso gli impianti sportivi, e dopo aver illustrato le regole di sicurezza (occorre munirsi di giubbino rifrangente si proseguirà insieme con una fiaccolata per raggiungere i luoghi del cantiere bassanese. Durante il sit-in verrà esposto del materiale per spiegare in dettaglio cosa sta accadendo in Pedemontana e in Nuova Valsugana.
Il rientro a Quartier Prè è previsto per le 22 circa, qui dopo aver sorseggiato in compagnia, cioccolata e thè caldi, ci saluteremo e ci daremo appuntamento alle prossime iniziative promosse da L'ECO DALLE TERRE.
Ti aspettiamo "Il tuo Sabato Alternativo rende possibile l'Alternativa !"

mercoledì 30 gennaio 2013

CONSEGNATE LE FIRME PER L'ABOLIZIONE DELL'ARTICOLO 38 DEL PTRC




Oggi, 29.01.2013, una delegazione de L’ECO DALLE TERRE è stata accolta dal Presidente del Consiglio Regionale Clovaldo Ruffato e dai Consiglieri Laura Puppato, Nicola Finco, Stefano Fracasso e Pietrangelo Pettenò, ai quali è stata consegnata la Petizione Popolare al P.T.R.C., con la specifica richiesta dell’abrogazione dell’articolo 38.
La delegazione, partita dalla stazione ferroviaria di Bassano del Grappa, ha "scortato" la Petizione, accompagnata dalle oltre 3.500 firme e ha illustrato al Presidente e ai Consiglieri le motivazioni che hanno spinto i diversi gruppi/associazioni/comitati de L’ECO DALLE TERRE a promuovere un'iniziativa popolare che ha sensibilizzato i cittadini sulle devastanti conseguenze dell'applicazione dell'art. 38 P.T.R.C..
Le modalità e la forma con le quali la Petizione è stata presentata hanno letteralmente "catturato" l'attenzione del Presidente e dei Consiglieri, predisponendoli a raccogliere le istanze dei cittadini firmatari. In particolare, dalla documentazione prodotta ed esaminata, hanno potuto evincere, in concreto, l'applicazione pratica della disposizione per la quale si richiede l'abrogazione: le ortofoto a campione dei Comuni di Rosà e Romano d'Ezzelino, sulle quali sono stati riprodotti in scala i "cerchi" di 2 km di raggio che definiscono le aree strategiche di competenza regionale attorno agli svincoli e alle stazioni SFRM, hanno convinto i presenti a manifestare la piena disponibilità a supporto delle istanze emerse da un incontro costruttivo e dall'esito estremamente positivo.
Il Presidente ha dato immediate disposizioni affinché l'Ufficio Legislativo di Palazzo Ferro Fini si attivi per supportare L'ECO DALLE TERRE in ulteriori iniziative popolari che concretizzino la richiesta di abrogazione della norma in esame. Tale disponibilità è il chiaro segnale che la ricerca del dialogo costruttivo tra cittadini e Pubblica Amministrazione è ancora possibile qualora vengano seguite con competenza e rispetto le vie istituzionali.
Ringraziamo nuovamente il Presidente del Consiglio Regionale Clovaldo Ruffato ed i Consiglieri Laura Puppato, Nicola Finco, Stefano Fracasso e Pietrangelo Pettenò che hanno dimostrato, con la loro accoglienza e la partecipazione attiva all'incontro, una responsabilità civica che dovrebbe essere insita in ogni buon amministratore.
Evidenziamo che il proficuo incontro di oggi si è reso possibile grazie alla sensibilità di oltre 3.500 cittadini che hanno aderito all'iniziativa de L'ECO DALLE TERRE, il quale condanna l'abuso ed il consumo del territorio veneto e ne promuove lo sviluppo in termini ambientale e socio-economici.